Il presidente dell’OMCeO Spezia: la genomica è già pratica clinica. “Un’opportunità concreta per tutelare la salute dei cittadini“
Le malattie ematoncologiche e cardiovascolari rappresentano una delle principali sfide della medicina contemporanea, soprattutto nella popolazione adulta e anziana. In questo quadro si inserisce SInISA, studio di fattibilità che punta a individuare precocemente il rischio di sviluppare queste patologie attraverso uno screening genetico innovativo. Il progetto è dentro la fase di sperimentazione e coinvolge gratuitamente, su base volontaria e previo consenso informato, i cittadini tra i 50 e gli 80 anni che si sottopongono a esami del sangue di routine presso i presidi dell’ASL 5 La Spezia.
Di seguito l’intervista al Dott. Salvatore Barbagallo, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri Spezia, per capire l’importanza dell’iniziativa e perché riguarda da vicino medici e cittadini.
Dottor Salvatore Barbagallo, in qualità di presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Spezia, quale ritiene sia il valore aggiunto del progetto SInISA per il territorio?
“Il progetto SInISA rappresenta una straordinaria opportunità per la nostra sanità territoriale. Per la prima volta, anche in una realtà come quella spezzina, possiamo sperimentare strumenti avanzati di genomica per individuare precocemente mutazioni che potrebbero portare a neoplasie mieloidi. Questo significa creare un nuovo modello di prevenzione, basata su evidenze scientifiche e tecnologie d’avanguardia, e offrire ai cittadini una tutela ancora più efficace della propria salute”.
Qual è il ruolo del laboratorio analisi dell’ASL 5 nel progetto e perché è così strategico?
“Il laboratorio di analisi ha un compito tanto delicato quanto decisivo: identificare tra gli oltre 800 emocromi eseguiti quotidianamente quelli che presentano un RDW superiore al 15. Questo dato rappresenta un possibile segnale precoce, e se il paziente ha fornito il consenso informato, il campione viene congelato e inviato per analisi molecolari approfondite. È una fase chiave, perché ci consente di intervenire su casi potenzialmente a rischio ancora prima della comparsa clinica della malattia”.
I medici di medicina generale sono tra i professionisti al centro diSIniSA. Che ruolo si prevede per loro all’interno del progetto?
“I medici di medicina generale sono protagonisti. Non solo perché rappresentano il primo contatto con il cittadino, ma perché il loro coinvolgimento consente di orientare in modo mirato la selezione dei pazienti e di garantire un’informazione chiara, accessibile e coerente. Solo con la loro partecipazione attiva sarà possibile raggiungere gli obiettivi del progetto: prevenire, informare e accompagnare nel tempo i cittadini a rischio, offrendo un percorso strutturato e non invasivo”.
La genomica entra sempre più nella pratica clinica. Che messaggio si vuole dare alla popolazione?
“Il messaggio è semplice ma fondamentale: essere portatori di una mutazione genetica non significa essere malati. Significa avere l’opportunità di essere seguiti con maggiore attenzione, con controlli periodici e personalizzati, evitando che una predisposizione si trasformi in patologia. La genomica non è più fantascienza, ma una risorsa concreta per costruire una medicina sempre più predittiva e preventiva. E oggi è finalmente accessibile anche nel nostro contesto sanitario locale”.
A suo giudizio, il progetto SInISA può segnare un cambio di paradigma nella prevenzione?
Assolutamente sì. SInISA è molto più di un progetto sperimentale: è un modello per la medicina del futuro. Grazie al supporto della Regione Liguria, alla collaborazione con l’Università di Genova e al coinvolgimento delle aziende sanitarie e dei professionisti del territorio, stiamo testando un sistema che può diventare standard. Prevenire è sempre più efficace, sostenibile e umano che curare. Se riusciremo a rendere la genomica uno strumento di uso comune nella pratica clinica, avremo fatto un grande passo avanti per tutti”.
SInISA è un progetto finanziato nell’ambito del POR‑FESR Liguria 2021‑2027 – OS 1.1 – ANNO 2023 e coinvolge un consorzio di aziende e istituzioni, tra cui Dedalus Italia S.p.A. (impresa capofila), Leonardo S.p.A, Genartis S.r.l., Rulex Innovation Labs S.r.l., CherryChain S.r.l., VIS S.r.l. (Gruppo ETT), Università degli Studi di Genova – DIMES (Dipartimento di Medicina Sperimentale) e il Centro SRV (Centro Strategico Sicurezza Rischio Vulnerabilità), con la collaborazione di Weizmann Institute of Science, ASL 5 La Spezia e BM Consulting S.r.l.

